Un Natale di tensioni in casa Bnl, tutti i dettagli

I sindacati di categoria Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin rompono le trattative con Bnl sul piano industriale che prevede esternalizzazioni.

Tensioni alle stelle anche a Natale in Bnl tra sindacati e vertici della banca del gruppo francese Bnp Paribas.

I sindacati di categoria Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin rompono le trattative con Bnl sul piano industriale che prevede esternalizzazioni.

E’ quanto si legge in una comunicazione inviata all’azienda in cui viene sottolineato: “Alla luce della vostra indisponibilità ad un confronto finalizzato alla ricerca di condivisibili soluzioni complessive, non sussistono le condizioni per proseguire il confronto”.

Le organizzazioni sindacali confermano lo sciopero del prossimo 27 dicembre contro il piano industriale. Si tratta della prima astensione dal lavoro a distanza di oltre 30 anni dall’ultima.

Ma che cosa sta succedendo in Bnl?

La procedura di cessione di ramo IT (Banking Services Platform) da Bnl a Capgemini Finance Service Tech srl, si conclude 24 dicembre, dopo una proroga chiesta dalle organizzazioni sindacali per “un confronto finalizzato alla ricerca di soluzioni complessive”, senza alcun accordo in quanto la banca del gruppo francese Bnp Paribas ha mostrato “indisponibilità ad un confronto finalizzato alla ricerca di condivisibili soluzioni complessive” motivo per cui per le organizzazioni “non sussistono le condizioni per proseguire il confronto”, si legge in un documento dei sindacati.

“È evidente che l’intenzione dell’azienda è solo quella di liberarsi di 900 lavoratori: infatti hanno ripetutamente rifiutato di confrontarsi su soluzioni complessive”, dichiarano le Segreterie Nazionali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin in riferimento alla chiusura della procedura di cessione di ramo d’azienda del Banking Service Platform (IT) che riguarda 270 lavoratori.

“La rottura delle trattative tra Bnl e Sindacato è la logica conclusione della sorda arroganza con cui questa azienda si è presentata ad ogni incontro e che si evince in modo chiaro dalla comunicazione di chiusura in risposta alle istanze sindacali. Questa Bnl considera i lavoratori oggetto di scambio – sotolineano le organizzazioni sindacali – Una clausola di rientro della durata di 20 anni applicabile solo in casi eccezionali e realisticamente difficilmente realizzabili, e soprattutto subordinata all’inaccettabile condizione della rinuncia da parte dei lavori oggetto di cessione al diritto di ricorrere in giudizio e tutelare i propri interessi. Ciò significherebbe un accordo contra legem che il sindacato non firmerà mai. Questo è un inaccettabile attacco al diritto ed alla dignità del lavoro oltre che al buon senso e all’intelligenza dei lavoratori e del Sindacato. La gravità di questa pretesa da parte della Bnl risulta ancor più evidente di fronte al rischio di illegittimità dell’intera operazione.

“Ora il prossimo appuntamento è lo sciopero di lunedì 27 dicembre, il primo dagli anni 90 in Bnl, per continuare una lotta epocale per la banca e per il settore”, dichiara a Startmag il segretario nazionale di Unisin, Tommaso Vigliotti, che spiega: “La volontà del sindacato era e resta quella di trovare soluzioni utili ad evitare le cessioni dei lavoratori ma la banca ha opposto un netto rifiuto”.

“La Bnl non può pensare di portare avanti una prima cessione di oltre 250 lavoratori, proseguendo con la politica dello spezzatino e proponendo sostanzialmente le sole previsioni già garantite dalle legge e clausole di tutela del tutto prive di contenuti, sostanzialmente inappilcabili e vincolate alla rinuncia a diritti fondamentali” – ha aggiunto Vigliotti – “Tutte le Organizzazioni Sindacali sono pronte ad assistere i lavoratori nel contenzioso assicurando la migliore assistenza legale”.

Ad inizio anno la Bnl avvierà la procedura di cessione di altri 7 rami nell’ambito del back office e della logistica che riguarderà circa altri 570 lavoratori, destinati ad una società controllata da Accenture.

“La partita non è finita – secondo il segretario nazionale di Unisin – ora c’è lo sciopero e affronteremo queste nuove procedure con l’appoggio di tutti i lavoratori della Banca e del settore che stanno manifestando solidarietà ai colleghi coinvolti. Bnl, ma anche i partner Capgemini e Accenture, avranno intanto compreso che il sindacato non si piega: rivedano i loro piani e cerchino con noi le soluzioni atte a mantenere i lavoratori nel gruppo”.

Infine, si avvicina il closing della vendita dell’80% del pacchetto azionario di Axepta a Worldline, fissato a fine anno e nonostante il Sindacato abbia chiesto un confronto da mesi, Bnl e Axepta si negano. “È da irresponsabili privare i lavoratori di diritti e di parte della loro retribuzione: questo è il rischio concreto, ad esempio, per quanto riguarda il Fondo pensioni. Le aziende devono affrontare questi temi con gli organismi sindacali competenti e non fuggire al confronto”, conclude Vigliotti.

Leggi qui l’articolo di Fernando Soto su STARTMAG.it